Sentinelle del territorio, geologi sempre più a guardia dell'ambiente

In un territorio come quello italiano, ad alto rischio idrogeologico, come dimostrano le recenti tragedie in Liguria e Toscana, sono le 'sentinelle' che devono 'sorvegliare', e verificare, la fattibilità di opere e infrastrutture. Senza che si arrechino ulteriori danni all'ambiente e al territorio. E' questo il compito 'storico' a cui assolvono i circa 15.000 mila geologi italiani.
"In un Paese come il nostro, con un'altissima 'vocazione' al dissesto idrogeologico, credo che il nostro sia un ruolo strategico -spiega in un'intervista a LABITALIA Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi- definito fondamentalmente in tutte quelle che sono le politiche del territorio. Il nostro compito più storico e più antico è quello legato sopratutto alla realizzazione di opere pubbliche o di opere private o comunque di infrastrutture. A noi tocca capire se, e come, quell'opera -spiega Graziano- può essere realizzata sul territorio e quali sono le conseguenze che porta su di esso".
Competenze, quelle dei geologi, che con gli anni si sono allargate ad altri campi. "I temi di cui ci occupiamo oggi -sottolinea Graziano- sono molto più proiettati, rispetto a un tempo, verso le tematiche ambientali: bonifiche dei siti contaminati, recupero delle aree degradate, problema acqua e rifiuti. Ci occupiamo di questi temi sia in fase di progettazione ma anche di gestione. E poi, non ultimo, il tema della valorizzazione delle risorse: il geologo non è solo un tecnico che individua rischi sul territorio, ma anche risorse. Storicamente individuava le risorse minerarie o la risorsa acqua, che è quella principale, ma oggi individua risorse che sono legate per esempio alla valorizzazione del nostro patrimonio geologico, al nostro paesaggio, che da un po' di tempo a questa parte hanno assunto valenza strategica anche nelle economie locali".
Una professione, quella del geologo, che, se non fosse per la crisi che attanaglia il settore come tutto il Paese, potrebbe offrire buone opportunità ai giovani. "Il percorso formativo per diventare geologo -spiega Graziano- è la laurea in Scienze geologiche, dopo va sostenuto un esame di stato che abilita all'esercizio della professione".
"In questa fase di regressione economica -sottolinea Graziano- c'è una grossa difficoltà per il giovane che si introduce nel mondo del lavoro. Proiettandoci però oltre questa crisi che si spera possa essere superata, le prospettive sono tantissime perché oggi gli ambiti in cui il geologo si muove sono più variegati: non solo di supporto alla progettazione ma anche impegnato nella fase gestionale e di individuazione delle risorse. Le opportunità vanno dalle opere pubbliche alla committenza privata, dalla ricerca petrolifera al geoturismo, arrivando al recupero siti contaminati".
 
21 dicembre 2011
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