Previsioni Ue di primavera 2012-13

Dopo la contrazione della produzione alla fine del 2011, si stima che l’economia europea sia attualmente in lieve recessione. Mentre l’incertezza sulle prospettive economiche e finanziarie resta elevata, forti azioni politiche e importanti progressi del quadro istituzionale dell’Ue hanno determinato un’attenuazione delle tensioni sui mercati finanziari all’inizio del 2012 e una provvisoria stabilizzazione della fiducia, che dovrebbe rafforzarsi ulteriormente nel periodo 2012-2013. E’ quanto emerge dalle previsioni di primavera diffuse dalla Commissione europea.
Insieme alla prevista accelerazione della crescita mondiale, la ripresa dovrebbe avviarsi lentamente a partire dalla seconda metà dell’anno. Il quadro presentato in febbraio nelle previsioni intermedie è ampiamente confermato per il 2012, con la prevista stagnazione del Pil reale nell’Ue e una sua contrazione dello 0,3% nell’area dell’euro. In Italia, nell’ultimo trimestre del 2011 il Pil reale è sceso dello 0,7% dopo un calo dello 0,2% nel trimestre precedente, con una crescita complessiva nel 2011 dello 0,4%. Per il 2013 si prevede un tasso di crescita dell’1,3% nell’Ue e dell’1,0% nell’area dell’euro. Di segno inverso il dato italiano che sarà pari a -1,4% quest'anno per tornare in positivo nel 2013 (0,4%).
Ma la disoccupazione dovrebbe rimanere a un livello elevato, pari al 10% nell’Ue e all’11% nell’area dell’euro nel periodo oggetto della previsione. Nel nostro paese si prevede che nel periodo 2012-2013 il tasso di disoccupazione salirà di oltre un punto percentuale rispetto al biennio 2010-2011, raggiungendo il 9,7%.
L’inflazione dovrebbe diminuire progressivamente, via via che viene meno l’impatto del rincaro dei prezzi petroliferi e degli aumenti fiscali. Per l’Italia è previsto invece un aumento del 2,3%. E si prevede che il risanamento del bilancio prosegua, con disavanzi pubblici destinati a calare nel 2013 al 3,3% nell’Ue e a poco sotto il 3% nell’area dell’euro. In Italia, le misure adottate nel 2010-2011 produrranno effetti di risanamento anche nel 2013, portando a un ulteriore aumento dell'avanzo primario fino al 4,5% del Pil e a un calo del disavanzo nominale all’1,1% del Pil. Secondo le previsioni, le spese per interessi continueranno a salire, seppur a un ritmo più lento. Si prevede che sarà raggiunto un bilancio in pareggio in termini strutturali, grazie all'ulteriore aggiustamento del Pil di oltre mezzo punto percentuale. L’avanzo primario strutturale è destinato ad aumentare di circa 1 punto percentuale e a raggiungere il 5,5% del Pil.
La situazione economica è notevolmente diversa da uno Stato membro all’altro, si osserva, anche in considerazione dell’aggiustamento in corso alla luce delle grandi disparità delle posizioni esterne e delle condizioni strutturali emerse negli ultimi anni. Per quanto riguarda l'Italia, ipotizzando che le condizioni dei mercati finanziari non peggiorino ulteriormente e che il rendimento dei titoli di Stato italiani si mantenga leggermente al disotto del 6%, si prevede che nel terzo trimestre del 2012 la produzione si stabilizzerà per poi aumentare, in modo contenuto, nell'ultimo trimestre dell'anno. Di conseguenza, il Pil reale è destinato a scendere dell’1,4% nel 2012 e ad aumentare dello 0,4% nel 2013.
Olli Rehn, vicepresidente e commissario per gli Affari economici e monetari e l’euro, ha dichiarato: “La ripresa è in vista, ma la situazione economica resta fragile, con il permanere di grandi disparità tra gli Stati membri. Stiamo assistendo a un aggiustamento degli squilibri di bilancio e strutturali accumulati prima e dopo l’inizio della crisi, resi ancora più gravi da un sentimento economico tuttora debole. Senza un’ulteriore azione determinata, tuttavia, i bassi livelli di crescita nell’Ue potrebbero permanere. Finanze pubbliche sane sono essenziali per una crescita duratura, e sulla base del nuovo quadro della governance economica dobbiamo sostenere l’aggiustamento accelerando le politiche di rafforzamento della stabilità e della crescita”.
 
16 maggio 2012
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