Nonostante l'impegno delle donne per affermarsi nel mondo del lavoro e nonostante che le donne laureate siano la maggioranza della popolazione italiana nella fascia di età tra i 15 e i 64 anni (2,8 milioni contro i 2,3 milioni di laureati maschi), le donne dirigenti nel settore privato sono in Italia solo l'11,9% del totale, a fronte di una media dell'Ue27 del 33% (fonte Eurostat). Una cifra che ci fa conquistare la poco onorevole maglia nera: siamo infatti ultimi in classifica per la presenza di donne nella classe dirigente.
Sul podio, invece, la medaglia d'oro per il Paese più virtuoso, va alla Lettonia, dove quasi 1 dirigente su 2 (44,6% del totale) è donna. Seguono Lituania (42,8%), Estonia (41,2%) e Ungheria (39,6%). Solo Cipro, Lussemburgo, Austria e Grecia hanno una percentuale di donne manager inferiore al 20%, sempre -comunque- migliore della nostra.
Per quanto riguarda le 272 società quotate in Borsa, oggi ben il 53% non ha donne nei propri Cda. Le società nel complesso hanno 2.815 consiglieri (fonte Assonime): ben 2.646 sono uomini e solo 169 sono donne. Solo 15 società hanno poi, una rappresentanza femminile pari ad almeno il 25% del consiglio. E solo una ha un cda a maggioranza femminile. Anche sul fronte sindaci, il quadro è simile: su 817 sindaci delle società, sono donne solo 55, pari ad appena il 7%. Anche considerando le società quotate in Borsa, dunque, rimaniamo sempre agli ultimi posti in Europa per rispetto delle pari opportunità nelle 'alte sfere'.
La Strategia europea per la parità tra donne e uomini 2010-2015
Assonime – Emittenti Titoli: X Rapporto sulla corporate governance di Piazza Affari
04 maggio 2011