Discriminazioni nel lavoro: la risposta dell'esperto
Avv. Fabrizio Pani
Le risposte del nostro esperto avv. Fabrizio Pani, alle vostre domande su: Tutela contro le discriminazioni nel lavoro
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
Lo stabilisce la nostra Carta Costituzionale nell’art. 3.
Un principio, questo, che nel mondo del lavoro è spesso calpestato.
A volte la discriminazione non si manifesta in modo diretto, ma è realizzata in modo subdolo, sottile, attraverso scelte e decisioni in apparenza neutre ma di fatto motivate dalla sola volontà di differenziare il trattamento per ragioni inammissibili.
Questo si può verificare in ogni momento del rapporto di lavoro: dal colloquio preassuntivo, alle promozioni, dai trasferimenti al riconoscimento di particolari emolumenti retributivi o alla scelta di chi licenziare.
Altre volte sono gli stessi colleghi di lavoro – anche con la complicità o il tacito assenso dei superiori – a emarginare, opprimere, discriminare.
L’esperienza di chi subisce una discriminazione è tanto traumatica da indurre la vittima a non rivelarla.
Spesso la lavoratrice o il lavoratore discriminato subiscono passivamente il torto, forse anche perché non debitamente informati sulle molteplici e utili forme di tutela previste dalla legge.
20 aprile 2011
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