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Un futuro da colletto bianco

Per le assunzioni nella pubblica amministrazione (come Uffici dello Stato, delle regioni e dei comuni) è necessario possedere i seguenti requisiti:
• essere cittadini italiani oppure appartenere all’Unione europea;
• godere dei diritti civili e politici;
• essere di sana e robusta costituzione (in rapporto al posto per cui si concorre);
• possedere il titolo di studio richiesto;
• avere un’età superiore ai 18 anni e inferiore ai 40 anni.
L’assunzione nelle pubbliche amministrazioni avviene in base alle seguenti modalità:
• per concorso pubblico: tale modalità riguarda le qualifiche che richiedono un titolo di studio superiore alla scuola dell’obbligo o una particolare specializzazione;
• attraverso avviamento degli iscritti alle liste dei centri per l’impiego ( art. 16 della legge n. 56 del 28/02/87) tenute nelle sezioni circoscrizionali per l’impiego: tale modalità, che riguarda le qualifiche legate alla scuola dell’obbligo, avviene per chi sia in possesso del titolo di studio richiesto dalla normativa vigente al momento della pubblicazione dell’offerta di lavoro;
• attraverso i lavori socialmente utili: tale avviamento riguarda i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità e i disoccupati iscritti al collocamento d oltre 24 mesi e i lavoratori sospesi che usufruiscono del trattamento straordinario di cassa integrazione speciale a zero ore.
I lavori socialmente utili
Una particolare forma di lavoro presso le amministrazioni e le imprese pubbliche è rappresentata dai progetti per lavori socialmente utili. I settori nei quali i progetti dovrebbero realizzarsi sono:
• servizi alla persona (infanzia, adolescenti, anziani, tossicodipendenti, disabili, ecc.);
• valorizzazione del patrimonio culturale;
• salvaguardia dell’ambiente;
• raccolta differenziata dei rifiuti;
• tutela della salute nei luoghi di lavoro;
• recupero e bonifica delle aree industriali dismesse;
• risanamento dei centri urbani.
Inoltre, i lavori socialmente utili sono definiti come attività che hanno per oggetto la realizzazione di opere e la fornitura di servizi di utilità collettiva suddivisi in quattro tipologie:
• lavori di pubblica utilità: la cura della persona; ambiente, territorio e natura; sviluppo rurale montano/e l’acquacoltura; recupero e riqualificazione degli spazi urbani e dei beni culturali; altri ambiti che possono essere fissati dalle singole regioni. La durata risulta essere di 12 mesi, più due eventuali proroghe di 6 mesi;
• lavori socialmente utili mirati alla qualificazione di particolari progetti formativi. Per crescita professionale dei lavoratori in settori innovativi, caratterizzati da un piano formativo che deve essere debitamente autorizzato dalla regione e finanziato con risorse regionali o nazionali. Questi progetti hanno una durata massima di 12 mesi;
• lavori socialmente utili per obiettivi aventi carattere di straordinarietà. Hanno una durata di sei mesi prorogabili per altri sei mesi;
• le attività socialmente utili, già previste per i lavoratori con mobilità lunga e cassaintegrati. Vengono ora estese anche a tutti i lavoratori che percepiscono l’indennità di mobilità.
 
10 giugno 2010
 
 
  
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