Un futuro da colletto bianco

Il posto fisso non Ŕ garantito a vita per l’impiegato pubblico. Lo stesso decreto legislativo del 30 marzo 2001 n. 165 che legifera sulle norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, prevede la possibilitÓ di una diversa utilizzazione del personale in caso di eccedenza.
Le pubbliche amministrazioni che rilevino eccedenze di personale sono dunque tenute a informare preventivamente le organizzazioni sindacali di cui al comma 3 e ad osservare le procedure previste dal presente articolo. Si applicano, salvo quanto previsto dal presente articolo, le disposizioni di cui alla legge 23 luglio 1991, n. 223 (in allegato), ed in particolare l’articolo 4, comma 11 e l’articolo 5, commi 1 e 2, e successive modificazioni ed integrazioni.
La comunicazione preventiva viene fatta alle rappresentanze unitarie del personale e alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto o area. La comunicazione deve contenere l’indicazione dei motivi che determinano la situazione di eccedenza; dei motivi tecnici e organizzativi per i quali si ritiene di non poter adottare misure idonee a riassorbire le eccedenze all’interno della medesima amministrazione; del numero, della collocazione, delle qualifiche del personale eccedente, nonchÚ del personale abitualmente impiegato, delle eventuali proposte per risolvere la situazione di eccedenza e dei relativi tempi di attuazione, delle eventuali misure programmate per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale dell’attuazione delle proposte medesime.
Entro dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, a richiesta delle organizzazioni sindacali, si procede all’esame delle cause che hanno contribuito a determinare l’eccedenza del personale e delle possibilitÓ di diversa utilizzazione del personale eccedente, o di una sua parte. L’esame Ŕ diretto a verificare le possibilitÓ di pervenire a un accordo sulla ricollocazione totale o parziale del personale eccedente o nell’ambito della stessa amministrazione, anche mediante il ricorso a forme flessibili di gestione del tempo di lavoro o a contratti di solidarietÓ, ovvero presso altre amministrazioni. Le organizzazioni sindacali che partecipano all’esame hanno diritto di ricevere, in relazione a quanto comunicato dall’amministrazione, le informazioni necessarie ad un utile confronto.
La procedura si conclude decorsi quarantacinque giorni dalla data del ricevimento della comunicazione, o con l’accordo o con apposito verbale nel quale sono riportate le diverse posizioni delle parti. In caso di disaccordo, le organizzazioni sindacali possono richiedere che il confronto prosegua, per le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, e gli enti pubblici nazionali, presso il dipartimento della funzione pubblica della presidenza del Consiglio dei ministri, con l’assistenza dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran, e per le altre amministrazioni, ai sensi degli articoli 3 e 4 del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, e successive modificazioni ed integrazioni. La procedura si conclude in ogni caso entro sessanta giorni dalla comunicazione.
I contratti collettivi nazionali possono stabilire criteri generali e procedure per consentire, tenuto conto delle caratteristiche del comparto, la gestione delle eccedenze di personale attraverso il passaggio diretto ad altre amministrazioni nell’ambito della provincia o in quello diverso che, in relazione alla distribuzione territoriale delle amministrazioni o alla situazione del mercato del lavoro, sia stabilito dai contratti collettivi nazionali. L’amministrazione colloca in disponibilitÓ il personale che non sia possibile impiegare diversamente nell’ambito della medesima amministrazione e che non possa essere ricollocato presso altre amministrazioni, ovvero che non abbia preso servizio presso la diversa amministrazione che, secondo gli accordi intervenuti, ne avrebbe consentito la ricollocazione.
Dalla data di collocamento in disponibilitÓ restano sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di lavoro e il lavoratore ha diritto ad un’indennitÓ pari all’80% dello stipendio e dell’indennitÓ integrativa speciale, con esclusione di qualsiasi altro emolumento retributivo comunque denominato, per la durata massima di ventiquattro mesi. I periodi di godimento dell’indennitÓ sono riconosciuti ai fini della determinazione dei requisiti di accesso alla pensione e della misura della stessa. E’ anche riconosciuto il diritto all’assegno per il nucleo familiare.
 
10 giugno 2010
 
 
  
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