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Secondo il Codice Civile italiano, il contratto di lavoro è un contratto “tipico” (cioè previsto espressamente dall'ordinamento giuridico), bilaterale e sinallagmatico (cioè che prevede reciproche obbligazioni) e necessariamente oneroso, tanto che l'art. 2099 del Codice dichiara che, “in mancanza di norme corporative o di accordo tra le parti, la retribuzione è determinata dal giudice”. Si parla di contratto individuale di lavoro quando il contratto è stipulato tra un datore di lavoro (persona fisica o persona giuridica) e un lavoratore (obbligatoriamente e necessariamente una persona fisica). Si parla invece di contratto collettivo nazionale di lavoro (il cosiddetto CCNL) quando il contratto è frutto di un accordo a livello nazionale tra i sindacati dei lavoratori (o comunque organizzazioni rappresentative dei lavoratori) e le associazioni dei datori di lavoro.
Il contratto di lavoro contiene tutte le informazioni riguardanti il rapporto tra dipendente e azienda. Sovente si tende a non leggere il contratto in tutte le sue parti per svariati motivi, per esempio perché c'è troppo da leggere oppure perché il linguaggio tecnico-giuridico utilizzato per redigerlo risulta di difficile comprensione. E, purtroppo, c’è la tendenza ad informarsi di quanto c’è scritto nel contratto solo al presentarsi di controversie col datore di lavoro, per qualunque motivo.
Ma cosa si deve sapere di un contratto? Ecco di seguito, divisi per categoria, gli argomenti più importanti che compongono i contratti nazionali e che vanno conosciuti prima di apporre la propria firma.
• Assenze dal lavoro
• Assistenza integrativa
• Assunzioni
• Estinzione del rapporto
• Ferie
• Festivi
• Indennità di legge
• Infortuni sul lavoro
• Malattia
• Maternità e paternità
• Orario di lavoro
• Previdenza integrativa
• Retribuzione
• Sanzioni disciplinari
• Sicurezza sul lavoro
• Tfr
• Trasferimenti
• Trasferte
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E dove si trovano i testi dei contratti nazionali? In attuazione della legge n. 402 del 29 luglio 1996, la direzione generale della Tutela delle condizioni di lavoro del ministero del Lavoro provvede alla conservazione degli accordi o dei contratti collettivi nazionali di lavoro, depositati ai fini dell’applicazione del regime contributivo agevolato e la loro catalogazione. Conserva e consente la consultazione dei contratti collettivi nazionali dell'archivio storico e predispone annualmente il Bollettino della contrattazione collettiva.
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La normativa vigente prevede il deposito dei contratti di qualsiasi livello per la determinazione degli elementi contrattuali imponibili ai fini contributivi (legge 29 luglio 1996. n.402), nonché il deposito dei contratti di secondo livello per l'applicazione di un regime contributivo-previdenziale apprestato per le erogazioni legate ai risultati aziendali (legge 135/97). L'art.3 della legge 402/96, infatti, stabilisce che la determinazione degli istituti contrattuali e degli elementi da considerare agli effetti previdenziali, in aggiunta a quelli previsti dalla legge, fa capo agli accordi collettivi di qualsiasi livello. Per usufruire dei benefici contributivi e/o previdenziali previsti dai contratti collettivi di lavoro, le leggi 402/96 e 135/97 richiedono che entro 30 giorni dalla data della stipula ne sia effettuato il deposito. Il deposito deve avvenire con le seguenti modalità:
• gli accordi interconfederali e i contratti nazionali di lavoro devono essere depositati presso il ministero del Lavoro - direzione generale della Tutela delle condizioni di lavoro;
• gli accordi territoriali (subprovinciali e provinciali) devono essere depositati presso la Direzione provinciale del lavoro - Ufficio politiche del lavoro;
• gli accordi regionali devono essere depositati presso la Direzione provinciale del Lavoro con sede nel capoluogo di regione;
• gli accordi di secondo livello aziendali devono essere depositati presso la Direzione provinciale del Lavoro - Ufficio politiche del lavoro nel cui ambito ha sede l'azienda.
 
Nel caso di contratto riguardante più unità produttive facenti capo a diverse regioni o province, la Direzione provinciale del Lavoro competente è quella nel cui ambito ha sede la direzione dell'azienda. Per gli accordi interconfederali e i contratti nazionali, il deposito deve avvenire a cura di almeno una delle parti stipulanti. Per i contratti territoriali e aziendali, il deposito deve essere effettuato a cura della parte datoriale. La data in cui viene effettuato il deposito presso gli uffici del ministero costituisce adempimento del termine previsto dalla legge.
L’archivio storico relativo ai CCNL depositati anteriormente al 1997 è tenuto, quindi, presso il ministero del Lavoro - direzione generale della Tutela delle condizioni di lavoro. E' accessibile per la sola consultazione dei testi dal lunedì al venerdì, ore 10-13 (via Fornovo 8 - III piano - open space n.310 - tel.0636754019).
I CCNL sono accessibili anche presso la biblioteca del ministero del Lavoro. L’archivio dei contratti vigenti si trova sempre presso il ministero del Lavoro - direzione generale della Tutela delle condizioni di lavoro. E' accessibile per la consultazione e il prestito non superiore a due giorni e con deposito di un documento d'identità valido, dal lunedì al venerdì, ore 10-13 (va Fornovo 8 - III piano - open space n. 310 - tel. 0636754019).
A sua volta, il Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) ha predisposto un Archivio Nazionale dei Contratti e degli Accordi Collettivi di Lavoro, ai sensi dell'art. 17 della legge 30 dicembre 1986 n. 936, dove si trovano i contratti stipulati dal 1997.
I contratti collettivi territoriali e aziendali sono reperibili presso le associazioni sindacali, datoriali e/o dei lavoratori, firmatarie presso il CNEL e, se depositati, presso la Direzione provinciale del lavoro - Ufficio politiche del lavoro, presso la quale è stato effetuato il deposito.
 
20 aprile 2010
 
 
  
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