Per accedere alle agevolazioni l’aspirante imprenditore, oltre a possedere i requisiti necessari richiesti dalle varie leggi, deve presentare un progetto d’impresa (studio di fattibilità o business plan) che descriva dettagliatamente l’obiettivo del progetto, le strategie e risorse della società proponente, i mezzi necessari all’attuazione del progetto.
Il progetto d’impresa rappresenta una relazione che attesta la fattibilità e la buona riuscita di un'iniziativa imprenditoriale, utile da presentare a potenziali soci di capitali, come ad esempio banche e investitori privati. Per essere efficace deve risultare un documento tecnico chiaro e sintetico, che fornisce analisi precise e dati concreti e attendibili.
E’ utile descrivere l’idea alla base dell’iniziativa e la compagine sociale della società proponente, fornire dati relativi alla domanda, alla concorrenza, ai fornitori, alla struttura distributiva e in generale all’ambiente esterno. Non meno importante l’indicazione degli obiettivi di vendita, l’individuazione del vantaggio competitivo e della posizione strategica, le scelte di marketing, produttive, organizzative e di finanziamento.
E’, inoltre, opportuno fornire le previsioni e i prospetti economico-finanziari e la verifica della redditività.
Venture Capital e Business Angels
Come chiarisce il sito del
Fondo sociale europeo, con l’espressione
investimento istituzionale nel capitale di rischio si indica l’apporto di risorse finanziarie da parte di investitori specializzati, che si esplica normalmente nell’acquisizione di partecipazioni azionarie di minoranza, o nella sottoscrizione di obbligazioni convertibili, a medio lungo termine, in aziende operanti in settori innovativi con buone prospettive di crescita. Il venture capitalist si distingue dalle altre categorie di finanziatori per l’
innovativa filosofia d’investimento che sottende il suo intervento, che non mira mai ad assumere il controllo delle imprese partecipate o di aumentare la sua quota di partecipazione. L’investitore istituzionale nel capitale di rischio è per definizione un
socio temporaneo, il suo obiettivo è il completamento del progetto finanziato, al fine di consentire la remunerazione del capitale investito e il conseguente smobilizzo dell'investimento.
L’ingresso di un venture capitalist nella compagine societaria di un’impresa determina una serie di cambiamenti relativi all’organizzazione, alla pianificazione e allo sviluppo dell'informativa aziendale:
- sviluppo dei sistemi di comunicazione, ai fini della trasparenza e del miglioramento qualitativo delle informazioni ed introduzione di sistemi di budgeting e di controllo di gestione
- separazione tra patrimonio famigliare e patrimonio aziendale.
Tra i vantaggi figurano le possibilità di sviluppo attraverso acquisizioni, fusioni, joint venture con altre imprese razionalizzazione della struttura societaria, la possibilità di liquidazione di soci desiderosi di uscire dalla società, senza sottrarre risorse alla società, maggiore accrescimento del potere contrattuale della società potenziamento dell’immagine aziendale presso altri finanziatori (banche e mercato finanziario), maggiore fluidità nell'ottenimento di finanziamenti sviluppo della compagine manageriale
razionalizzazione nella gestione, maggiore definizione dei rapporti impresa-famiglia.
Il Business Angel è un investitore alla ricerca di opportunità di investimento a bassa intensità di capitale e che possano, in tempi relativamente brevi, portare significativi profitti. Il Business Angel può essere un singolo individuo: nella maggioranza dei casi si tratta di professionisti con attività non direttamente legate a questo genere di investimenti, ma che dispongono di un cospicuo patrimonio e di una spiccata inclinazione all'imprenditorialità. Oppure possono essere società specializzate nel finanziamento di start-up, in cerca di validi progetti da sviluppare. Generalmente il Business Angel non agisce da solo, ma segnala il proprio interesse per un progetto e ne discute insieme agli altri futuri partner dell'iniziativa.
Il Business Developer è, invece, colui che propone un progetto, chiedendo risorse finanziare per la sua realizzazione. Quindi, chiunque sia alla ricerca di risorse per la realizzazione di un’iniziativa, che sia un privato, un’impresa nascente o in espansione, un inventore, e così via.
Tipi di agevolazione
Nei casi di avvio di nuove attività, acquisto di attività preesistenti e realizzazione di progetti innovativi, il soggetto beneficiario può usufruire di:
- contributo a fondo perduto;
- credito d'imposta o finanziamento agevolato.
• Contributo a fondo perduto: varia in base alle spese effettuate e alla zona in cui l'impresa opera.
Fino al 60% delle spese ritenute ammissibili nelle zone svantaggiate.
Fino al 50% delle spese ritenute ammissibili nelle altre zone.
La copertura della spesa ammessa nelle misura di cui sopra, sarà possibile solo se: l'importo ottenuto non superi i 100.000 Ecu nell’arco del triennio (de minimis) eventuali altri aiuti finanziari concessi alla stessa impresa a titolo di de minimis, sommati a quello richiesto ai sensi della presente legge, non eccedono il suddetto limite.
Nel caso in cui l’importo di 100.000 Ecu venga superato nel triennio, i benefici non potranno superare i limiti massimi stabiliti dall’Unione europea, calcolati in Esl (equivalente sovvenzione lorda) e relativi all’investimento ammesso; i limiti sono:
Del 40%, 55% o 65% per le aree Ob. 1 (Mezzogiorno)
Del 20% per le zone in deroga all’art. 92.3 c) del Trattato CEE (zone depresse del Centro Nord)
Del 15% per le altre zone.
• Credito d’imposta: come alternativa al contributo a fondo perduto e nella misura equivalente finanziamento agevolato nel limite massimo di 300 milioni. E’ eventualmente cumulabile con il contributo a fondo perduto. In tale circostanza, il grado di copertura della spesa ammessa è pari all’80%.
Nei casi di investimenti relativi all’acquisizione di servizi reali, i soggetti beneficiari potranno usufruire di: contributo a fondo perduto o finanziamento agevolato.
In ogni caso sono esclusi dalle agevolazioni:
• acquisto di beni e fabbricati;
• beni materiali connessi alla fornitura di servizi;
• investimenti realizzati mediante commesse interne e oggetto di autofatturazione.
I criteri di selezione delle domande si basano sui seguenti parametri:
• percentuale di partecipazione femminile alla compagine sociale;
• tipo di attività proposta (verrà data priorità alle nuove iniziative);
• nuova occupazione;
• ammontare dell’investimento per occupato (priorità a quelli di minore entità);
• Stato di realizzazione del progetto (priorità alle iniziative ancora da realizzare al momento della domanda);
• importo delle spese (priorità a quelle di minore entità);
• predisposizione del progetto (priorità ai progetti accompagnati da azioni preliminari già imprese o da studi di fattibilità);
• collegamento con programmi di sviluppo regionale;
• proiezione territoriale dell'attività in un ambito più vasto
11 febbraio 2010