Il primo passo per mettersi in proprio è senza dubbio la disponibilità finanziaria per avviare l’idea.
Tuttavia, stando a una recente rilevazione del Centro studi di Unioncamere, per 17 imprese su 100 l’accesso al credito bancario è difficile mentre il 41% non segnala di aver riscontrato problemi negli ultimi sei mesi. Rispetto a luglio 2009 sembrerebbe ridursi la quota di imprese che dichiarano di aver un rapporto poco fluido con il sistema del credito (erano infatti il 21%). In realtà non è proprio così, visto che aumenta la percentuale di aziende che non si rivolgono affatto alle banche (era il 35,9% a fine giugno scorso), portandosi al 41,6%. Le principali difficoltà registrate dalle imprese riguardano l’incremento delle garanzie reali richieste a fronte della domanda di concessione del finanziamento, l’imposizione, da parte degli istituti di credito, di limiti al volume dei crediti e l’aumento dei tassi. Le maggiori criticità sembrano permanere soprattutto per le imprese industriali. In questo settore, infatti, la quota di imprese che hanno riscontrato difficoltà sul totale delle imprese che hanno richiesto un credito raggiunge il 41,1% mentre nella rilevazione di fine giugno essa era pari al 33,8%.
Due ulteriori elementi negativi emergono dall’analisi. Il 45,7% delle imprese, infatti, dichiara un peggioramento nei tempi di incasso dei crediti vantati verso propri clienti. Inoltre, e questo dato chiarisce la delicatezza del quadro della situazione finanziaria delle nostre imprese, tra quanti ritengono di aver necessità di ricorrere a prestiti bancari nei prossimi 6 mesi (il 16,3% delle imprese interpellate), il 73,5% lo farà per poter continuare a gestire le attività correnti.
Per chi intende diventare imprenditore sono attive strutture pubbliche che hanno come primaria finalità istituzionale la diffusione della cultura d’impresa e la promozione di nuove attività imprenditoriali. A tale proposito va evidenziato l’impegno della
IG -
Società per l’imprenditorialità giovanile nell’integrare le misure di incentivazione finanziaria con servizi reali di accompagnamento per la creazione d’impresa. Gli interventi di formazione, orientamento e assistenza tecnica, infatti, incidono positivamente sulla qualità imprenditoriale del fattore umano delle neoimprese, facilitando così la nascita di attività produttive vitali, capaci di competere sul mercato e di assicurare un’occupazione stabile e duratura.
Durante questa fase di accompagnamento l’idea imprenditoriale verrà discussa con esperti in creazione d’impresa con lo scopo di analizzare la coerenza delle scelte strategiche e del progetto d’impresa, la credibilità e la fattibilità dell’idea imprenditoriale.
Per quanto riguarda l’aspetto finanziario esistono poi diverse leggi che regolano l’erogazione di finanziamenti volti a favorire l’ampliamento della base produttiva e occupazionale attraverso lo sviluppo di una nuova imprenditorialità soprattutto nelle aree economicamente svantaggiate del Paese:
• La legge 95/95 (ex legge 44/86) per l’imprenditoria giovanile, agevolazioni finanziarie per chi avvia un'impresa che produca beni in agricoltura, artigianato e industria o fornisca servizi alle imprese.
• La legge 236/93 sul lavoro autonomo per chi vuole avviare un’attività che fornisca servizi nei seguenti settori: fruizione dei beni culturali, turismo, manutenzione di opere civili e industriali, tutela ambientale, innovazione tecnologica, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agroindustriali.
• La legge 608/96 (prestito d’onore) per chi vuole mettersi in proprio da solo, utilizzando la forma giuridica della ditta individuale.
• La legge 215/92 per l’imprenditorialità femminile.
11 febbraio 2010