Allegati
Non sono presenti allegati

Il lavoro domestico

Il rapporto di lavoro domestico consiste nell’attività del lavoratore collaboratore domestico che, a qualsiasi titolo, presta la propria opera per il funzionamento della vita familiare. Datori di lavoro sono i privati (famiglie, anche se costituite da una sola persona) che si avvalgono di personale per lavori generici per le pulizie o per un lavoro qualificato come la baby sitter, la cuoca o l’assistenza ad anziani o a persone non autosufficienti. Il rapporto di lavoro è regolato dalla disciplina speciale contenuta nella legge n. 339 del 1958 che lo differenzia dal rapporto di lavoro ordinario, semplificandolo proprio perché il datore di lavoro è un privato. Rientrano nella disciplina del lavoro domestico le prestazioni rese a favore di una persona, di un gruppo familiare o di una comunità stabile senza fini di lucro (comunità religiosa, una caserma militare, e simili). Il rapporto di lavoro domestico è stato negli ultimi tempi oggetto di vari interventi normativi per rendere più agevole l’espletamento degli adempimenti. Si va dalla recente comunicazione telematica dell’instaurazione del rapporto ai centri per l’impiego, oggi valida anche nei confronti di Inps e Inail, alla possibilità già attiva da qualche mese di procedere on line al pagamento dei contributi, dalla possibilità di dedurre i contributi dal reddito, fino alla detrazione delle spese sostenute da soggetti non autosufficienti, ambedue già collaudate da alcuni anni. Il lavoro presso le famiglie interessa in larga parte lavoratori stranieri, per lo più extracomunitari.
Il Contratto collettivo nazionale di lavoro domestico (Ccnl), sottoscritto il 16 febbraio 2007, da Fidaldo - (Federazione italiana datori di lavoro domestico) e Domina - (Associazione nazionale datori di lavoro domestico) con i sindacati di categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, UilTucs-Uil e Federcolf, disciplina, in maniera unitaria, per tutto il territorio nazionale, il rapporto di lavoro domestico. Il contratto si applica ai prestatori di lavoro, anche di nazionalità non italiana o apolidi, comunque retribuiti, addetti al ‘funzionamento’ della vita familiare e delle convivenze familiarmente strutturate.
Sono tenuti ad applicare le disposizioni del Ccnl solo i datori di lavoro aderenti a Fidaldo e Domina. Per il datore di lavoro è comunque possibile applicare la normativa contrattuale collettiva anche senza che ne sussista l’obbligo: l’adesione può essere esplicita, mediante rinvio effettuato nella lettera di assunzione, oppure implicita per applicazione di fatto degli istituti contrattuali. Di fatto, il Ccnl costituisce un punto di riferimento per la determinazione e la qualificazione di alcuni istituti contrattuali. In ipotesi di conflitto tra datore di lavoro domestico e lavoratore, non obbligati al rispetto delle norme contrattuali, in ipotesi di un eventuale giudizio, il giudice potrà riferirsi alle norme del Ccnl vigente.
I prestatori di lavoro domestico sono inquadrati, dal Ccnl, in quattro livelli, a ciascuno dei quali corrispondono due parametri retributivi, il superiore dei quali è definito ‘super’. Al livello ‘A’ appartengono i collaboratori familiari generici, non addetti all’assistenza di persone, sprovvisti di esperienza professionale o con esperienza professionale (maturata anche presso datori di lavoro diversi) non superiore a 12 mesi, oltre che i lavoratori che, in possesso della necessaria esperienza, svolgono con competenza le proprie mansioni, relative ai profili lavorativi indicati, a livello esecutivo e sotto il diretto controllo del datore di lavoro. Sono inseriti nel livello ‘A super’ i profili di ‘addetto alla compagnia’, che svolge esclusive mansioni di mera compagnia a persone autosufficienti, senza effettuare alcuna prestazione di lavoro; e di ‘baby sitter’, con impegni occasionali e/o saltuarie di vigilanza di bambini in occasione di assenze dei familiari, con esclusione di qualsiasi prestazione di cura.
Rientrano nel livello ‘B’ i collaboratori familiari che, in possesso della necessaria esperienza, svolgono con specifica competenza le proprie mansioni, ancorché a livello esecutivo. Fanno parte di questo livello i profili del collaboratore 'generico polifunzionale', che svolge le incombenze relative al normale andamento della vita familiare (pulizie, cucina, lavanderia, ecc.); del ‘custode di abitazione privata’, impegnato invece in mansioni di vigilanza dell’abitazione; dell’‘addetto alla stireria’, che svolge mansioni relative alla stiratura; del ‘cameriere’, impegnato nel servizio di tavola e di camera; del giardiniere; operaio qualificato; autista; addetto al riassetto camere e servizio di prima colazione anche per persone ospiti del datore di lavoro. Il livello ‘B super’ è riservato al profilo di assistente a persone autosufficienti, che si occupa di assistenza a persone (anziani o bambini) autosufficienti, ivi comprese, se richieste, le attività connesse alle esigenze del vitto e della pulizia della casa dove vivono gli assistiti.
Rientrano nel livello ‘C’ i collaboratori familiari che, in possesso di specifiche conoscenze di base, sia teoriche che tecniche, relative allo svolgimento dei compiti assegnati, operano con totale autonomia e responsabilità. E in questo livello è inquadrato il profilo di cuoco, mentre il livello ‘C super’ è occupato dal profilo di assistente a persone non autosufficienti (non formato).
Appartengono al livello ‘D’ i collaboratori familiari che, in possesso dei necessari requisiti professionali, ricoprono specifiche posizioni di lavoro caratterizzate da responsabilità, autonomia decisionale e/o coordinamento. Tra i profili troviamo l’amministratore dei beni di famiglia; il maggiordomo; la governante; il capo cuoco; il capo giardiniere; l’istitutore. Rientrano nel livello ‘D super’ invece i profili di assistente a persone non autosufficienti (formato) e del direttore di casa.
La normativa prevede che tra le parti dovrà essere stipulato un contratto di lavoro (lettera di assunzione), nel quale andranno indicati, oltre ad eventuali clausole specifiche, la data dell’inizio del rapporto di lavoro; il livello di appartenenza, oltre che, per i collaboratori familiari con meno di 12 mesi di esperienza professionale, non addetti all’assistenza di persone, l’anzianità di servizio nel livello A o, se maturata prima del 1° marzo 2007, nella ex- terza categoria. Il contratto dovrà inoltre stabilire la durata del periodo di prova, l’esistenza o meno della convivenza, la residenza del lavoratore, nonché l’eventuale diverso domicilio, valido agli effetti del rapporto di lavoro, la collocazione della mezza giornata di riposo settimanale in aggiunta alla domenica. Le parti dovranno inoltre pattuire la retribuzione del lavoratore e fissare il luogo di effettuazione della prestazione lavorativa, oltre che la previsione di eventuali temporanei spostamenti per villeggiatura o per altri motivi familiari. Si dovrà concordare anche il periodo di godimento delle ferie annuali, l’indicazione dell’adeguato spazio dove il lavoratore ha diritto di riporre e custodire i propri effetti personali.
 
15 ottobre 2009
 
 
  
Altri speciali
Annunci di lavoro

Segui Tiscali su:

Comunica con i servizi Tiscali:

Informati con Tiscali:

Cerca le aziende e servizi della tua città

Sei a:
Cerca:
L'esperto risponde

L'esperto risponde
Ogni settimana lanceremo un tema inerente il mondo del lavoro. Attraverso una video-intervista un avvocato risponderà alle vostre domande

Concorsi

a cura di concorsi.it
Centri per l'impiego

Centri per l'impiego
Una rete di servizi in tutta Italia per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro

© Tiscali Italia S.p.A. 2016  P.IVA 02508100928 | Dati Sociali