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Il lavoro domestico

I lavoratori comunitari (Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lituania, Lussenburgo, Malta, Cipro, Lettonia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria) assunti per lavoro domestico non sono soggetti a particolari vincoli o autorizzazioni e possono, pertanto, essere avviati con le normali regole in vigore per i cittadini italiani. I cittadini bulgari e rumeni (neo comunitari) da occupare nel lavoro domestico e di assistenza alla persona non rientrano nel periodo transitorio agevolato scadente il 31 dicembre 2008, ma possono essere avviati senza la richiesta (con procedura semplificata) preventiva di nullaosta allo Sportello Unico per l'Immigrazione.
Se l’assunzione riguarda un lavoratore extracomunitario residente all’estero, sarà necessario ottenere preventivamente l’autorizzazione dallo Sportello Unico presso l’Ufficio territoriale del Governo (Utg) competente per territorio, nell’ambito dei flussi d’ingresso programmati per ciascun anno. All’invio telematico della domanda di nulla osta all’ingresso (che può essere numerica o nominativa), seguono numerosi passaggi che coinvolgono questura, sportello immigrazione, direzioni provinciali del lavoro. Le modalità di ingresso in Italia del cittadino extracomunitario, seguono un iter ben definito che richiede parecchi mesi.
Per quanto riguarda l’ospitalità e l’alloggio di stranieri, chiunque, a qualsiasi titolo, dia alloggio oppure ospiti uno straniero o apolide, anche se parente o affine o gli ceda in proprietà o godimento beni immobili posti in Italia, è tenuto a darne apposita comunicazione entro 48 ore all’Autorità di Pubblica Sicurezza competente per territorio. Rimangono, quindi, in vigore le comunicazioni obbligatorie scritte per alloggio, o ospitalità, mentre è stato, invece, abolito dal 1° gennaio 2007, l’obbligo di comunicare alla Ps l’assunzione. Nei comuni dove non sono presenti gli uffici della questura, la comunicazione va inoltrata al sindaco del Comune in quanto riveste anche la carica di Autorità di Pubblica Sicurezza.
I termini delle comunicazioni, da effettuare all’Autorità di Pubblica sicurezza competente per territorio, sono di 48 ore dalla stipula del contratto. Le comunicazioni devono contenere le generalità del denunciante (es. ospitante) e dello straniero o apolide, gli estremi del passaporto o del documento identificativo e l’esatta ubicazione dell’immobile ceduto ed il titolo per il quale la comunicazione viene presentata. La sanzione amministrativa per le violazioni di comunicazione è pari al pagamento di una somma da 160 euro a 1.100 euro.

 
15 ottobre 2009
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