Vita da pensionati

Anche un pensionato può richiedere un prestito. Recenti disposizioni di legge hanno infatti esteso anche ai pensionati la possibilità di contrarre prestiti personali estinguibili con una trattenuta diretta sulla rata della pensione. Per offrire la massima tutela ai pensionati, l’Inps ha definito tutte le modalità e le condizioni necessarie per concedere tali prestiti. Ecco come funziona.
Il pensionato chiede il prestito alla banca o all’intermediario finanziario e l’Inps gli paga le rate trattenendole dalla pensione. Le rate possono essere pagate cedendo fino a un quinto della pensione e la durata del contratto di prestito non può superare i dieci anni. Il prestito si può chiedere con tutte le pensioni eccetto: le pensioni e assegni sociali; le invalidità civili; assegno mensile per l’assistenza ai pensionati per inabilità; gli assegni di sostegno al reddito; le pensioni del personale bancario; assegni al nucleo familiare. L’Inps versa l’importo della rata alla banca o intermediario finanziario, con cui il pensionato ha stipulato il contratto, solo dopo aver verificato alcune condizioni a tutela del pensionato.
Ma cosa bisogna fare prima di chiedere un prestito? Innanzitutto, verificare la possibilità di chiederlo. Per questo, il pensionato deve richiedere alla sede Inps, che ha in carico la sua pensione, la comunicazione di cedibilità, che indica l’importo massimo della rata del prestito pagabile con la pensione. La comunicazione di cedibilità è indispensabile perché l’Inps possa versare alla banca o all’intermediario finanziario le rate relative al prestito, trattenendo l’importo dalla pensione. La stessa comunicazione va esibita alla banca o alla finanziaria per stipulare il contratto di prestito.
E quanto si può chiedere? Il pensionato può cedere fino a un quinto della propria pensione. L’importo cedibile è calcolato, al netto delle tasse e in modo da non intaccare l’importo della pensione minima (458,20 euro nel 2009). Per questo motivo, i trattamenti pensionistici integrati al minimo non possono essere oggetto di cessione.
Esempi di calcolo della quota cedibile
Caso 1
pensione lorda 496,30-
ritenute fiscali 0,00
pensione netta = 496,30 -
pensione min. 458,20
quota cedibile* = 38,10
*con salvaguardia della pensione minima, inferiore in questo caso all’importo del quinto = 99,26 euro
Caso 2
pensione lorda 1.200,00-
ritenute fiscali 300,00
pensione netta = 900,00 -
1/5 del netto 180,00
quota cedibile* = 180,00
*con salvaguardia della pensione minima (458,20 euro)
Nel caso si sia titolari di più pensioni cedibili, il calcolo si effettua sull’importo totale delle pensioni percepite.
Quando la banca o la finanziaria notifica all’Inps il contratto di prestito del pensionato per ottenere il pagamento delle rate, l’Inps controlla che: la banca o la finanziaria abbiano i requisiti richiesti dalla legge per questo tipo di operazione; il tasso effettivo globale (Teg) applicato al prestito sia inferiore al “tasso soglia” anti-usura (calcolato aumentando del 50% il tasso effettivo globale medio relativo ai prestiti con cessione del quinto della pensione nel trimestre di riferimento); la rata prevista sia inferiore o pari a un quinto dell’importo della pensione; nel contratto siano indicate tutte le spese (istruttoria, estinzione anticipata, premio assicurativo per premorienza, tasso di interesse e TEG complessivo).
Per contenere il livello dei tassi di interesse applicati, l’Inps propone alle banche e agli intermediari finanziari di sottoscrivere una convenzione con la quale si impegnano a rispettare i tassi più favorevoli indicati dall’Istituto. Per esempio, nella convenzione per i prestiti al di sotto dei 5.000 euro, il tasso non potrà superare il 7,70%, mentre per quelli al di sopra dei 5.000 euro, il tasso non potrà superare il 6,80%. L’elenco delle Banche e degli Intermediari Finanziari convenzionati è messo a disposizione dei pensionati in tutte le sedi Inps (documento in allegato)
 
01 dicembre 2009
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