Contratto non rinnovato per la maternità? Allora mi reinvento blogger!

La storia di Chiara Cecilia Santamaria (e molte altre storie) sono su www.wwworkers.it e si possono leggere anche nel nuovo libro di Giampaolo Colletti “Wwworkers: i nuovi lavoratori della rete: come abbandonare il posto fisso e mettersi in proprio con un lavoro online”, edito da Gruppo24Ore.
Nome: Chiara Cecilia Santamaria
Sede di lavoro: Roma
Formazione di partenza: laurea in Scienze della comunicazione
Precedente lavoro: account con contratto a progetto in un’agenzia di pubblicità
Attuale lavoro da wwworker: scrittrice e blogger su www.machedavvero.blogspot.com
Compenso/profitto: solo con le attività online tra i 5.000 e gli 8.000 euro all’anno
Segni particolari: determinata
«Talvolta si pensa di passare inosservati, eppure le righe del proprio diario vengono intercettate da migliaia di utenti», racconta Chiara. Oggi è una delle mommy-blogger più lette in Italia, giornalista freelance per magazine off e online. Da Roma Chiara interagisce con la community. «Il nome del blog è stata la prima frase esclamata alla vista del test di gravidanza», ricorda divertita.
In rete non è sola: sono centinaia le videobloggers (e mamme) che raccontano esperienze d'acquisto. Ad oggi in Italia sono una trentina i mommy-blog più cliccati. Il fenomeno nasce Oltreoceano: Microsoft calcola addirittura che l'88% delle mamme casalinghe in America sia digitalizzato. Da noi l'esercito delle mamme sul web conta 2 milioni di iscritte, secondo Nielsen: di queste oltre il 50% è su Facebook, il 28% è blogger. E il trend è in costante crescita.
Come hai deciso di diventare wwworker?
Tutto è partito da un contratto non rinnovato per via della maternità. Così dopo la scadenza del mio terzo co.co.pro. e al quinto mese di gravidanza ho aperto un blog per raccontare la mia visione ironica della vita da mamma. Il blog è cresciuto vertiginosamente.
Dal lavoro al blog il passo non è stato certamente semplice...
Ma il blog non l'ho fatto con l'intento di trovare lavoro, anche se poi di fatto è diventato tale. Ho avuto subito un grande riscontro, nel giro di un anno e mezzo sono stata contattata da un editor di Rizzoli e ho scritto il mio primo libro, “Quello che le mamme non dicono”.
Chi legge (e soprattutto commenta) un blog per mamme?
Anche se è difficile da credere, non solo mamme. Comunque il target è prevalentemente femminile, di età compresa tra i 18 e i 40 anni.
Quanto la tua attività è legata ai media digitali? Insomma quanto vivi connessa?
Sono connessa quasi sempre con l’iPhone, mentre trascorro al computer buona parte della giornata. Scrivo, gestisco la posta, navigo e aggiorno i miei contenuti sui social network come Facebook, Twitter e FriendFeed, soprattutto aggiorno il blog, modero e interagisco con la community.
Vantaggi di questo lavoro?
Sicuramente la flessibilità, ma il rovescio della medaglia è il non staccare mai: si lavora sempre soprattutto con gli smartphone si è sempre connessi.
Perché è meglio un lavoro in rete che uno alle dipendenze?
Sicuramente perché scegli a cosa lavorare, nessuno ti impone progetti che – con un lavoro fisso – dovresti comunque svolgere. Di contro tutele ce ne sono poche e gli straordinari non sono pagati.
Ma quanto guadagna una mamma-blogger?
E' davvero difficile da quantificare perché lo stipendio può variare, e di molto. Ma è un bellissimo lavoro.
 
23 giugno 2011
di Giampaolo Colletti
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